AIS Calabria in tour...Mosella 2014

 

contributo di Gianluca D'acri

 

 

L’AIS Calabria visita la Germania del Riesling e approda sulle rive della tortuosa Mosella: capitanati dalla neo-Presidente Maria Rosaria Romano, i sommelier scoprono e studiano questo fantastico territorio e i suoi eccellenti vini.

 

Ammettiamolo: ad un sommelier dell’AIS (mediamente persona di cultura e innamorata del vino) che si rispetti, la semplice vista di una bottiglia di Riesling tedesco provoca inevitabili fremiti sia fisici che intellettuali. 

Le numerose peculiarità del vitigno coltivato in Mosella sono a dir poco intriganti: tradizione, territorio, eleganza, complessità, longevità, freschezza e mineralità lasciano quantomeno perplessi anche dei profani, figuriamoci degli esperti che ne sono alla ricerca! 

Piccoli capolavori, ognuno unico nel suo genere. Il Riesling, vitigno resistente e dalla lunghissima vita vegetativa, ha trovato la sua culla nelle suggestive terre che si affacciano scoscese sulle ampie anse della Mosella e dà vita ad un vino che nel passato si beveva alla corte dei re e degli imperatori.
Certamente non si può dire di aver realmente degustato un Riesling della Mosella se non si è fatto un viaggio nel territorio dal quale proviene, tanto è il legame del vino con il terroir e le persone che lo producono. In Mosella le aziende sono, nella quasi totalità, centenarie e si tratta, con poche eccezioni, di piccole case vinicole familiari: connubio unico fra uomini, ambiente, e vitigno.
 
Le antiche vigne, alcune a piede franco, spesso allevate in regime biodinamico e con alta densità d’impianto, producono frutti che maturano grazie ad esposizioni perfette e  testimoniano un’incredibile capacità di interpretare pienamente il territorio, dove il microclima mitiga le elevate escursioni termiche che pure favoriscono l’esplosione degli aromi. I terreni ricchi di ardesia, rossa e Devoniana blu, garantiscono un drenaggio ottimale, trattengono il calore del sole e nutrono la vite di fondamentali componenti minerali.
Tutto questo si incarna in una tradizione millenaria che vede le aziende, magari con pochi ettari di proprietà (a volte pochi filari), impegnate da generazioni in antiche pratiche di viticoltura eroica e in prassi di cantina consolidate ed assolutamente rispettose della tradizione.
Questi grandi vini non sono di immediata comprensione, e chi di vino se ne intende dentro di sé un po’ ne gode. Il loro modello estetico è unico al mondo, giocato su sottili equilibri tra la vibrante acidità, il residuo zuccherino ed il basso tenore alcolico, elementi che li pongono ad incolmabile distanza dal feticcio mass market di vini rotondi e morbidi, che ancora vanno per la maggiore.
 
Le cantine visitate appartengono tutte alla Verband Deutscher Prädikatsweingüter (VPD), l’associazione di produttori fondata nel 1910 con lo scopo di proteggere la qualità del patrimonio vitivinicolo tedesco, i quali si attengono, per i vini senza residuo zuccherino, ad una classificazione dove si valuta la capacità del vino di riflettere il terroir. Il livello qualitativo più alto è il VDP Grosse Lage, che designa i migliori vigneti da cui nascono vini particolarmente espressivi con eccezionali potenzialità d’invecchiamento. I vini secchi da VDP Grosse Lage vengono denominati VDP Grosses Gewächs (GG). Subito dopo si trovano i VDP Erste Lage (vigneti di prima classe, con caratteristiche distintive), cui seguono i VDP Ortsweine e, infine, i VDP Gutsweine. 
 
Sono stati ammirati e degustati i più incantevoli e stupefacenti vigneti di tutte le maggiori zone di produzione della Mosella: Wehlener Sonnenuhr (meridiana di Wehlen), Bernkasteler Lay (ardesia di Bernkastel), Ürziger Würzgarten (giardino delle spezie di Urzig), Graacher Himmelreich (regno del cielo di Graach), Erdener Prälat (vescovo di Erden), Erder Treppchen (scaletta di Erden), Zeltinger Schlossberg, Graacher Domprobst, Bernkasteler Badstube, Lorenzhofer.
 
E tra la VDP la solerte Presidente Romano ha selezionato per le visite le migliori cantine e di queste in degustazione i vini più indicativi: Karlsmühle, Karthauserhoff, Haart, Dr. Loosen, Dr Pauly-Bergweiler, Wegeler, Willi Schaefer, Markus Molitor, J.J. Prüm, Dr H. Thanisch, Milz Laurentiushof, Selbach-Oster.
Il sommelier calabrese è rimasto ammaliato da questi vini e oggi, più di ieri, ne apprezza la purezza, la longevità e l’impareggiabile capacità di evoluzione: nella loro lunga vita questi vini conoscono momenti evolutivi molto diversi, con enormi ricadute sul profilo gusto-olfattivo. Nei primi due o tre anni dalla vendemmia sono le note primarie, sul frutto, a farla da padrone. La fase successiva, che può durare anche più di quattro o cinque anni, è segnata da una decisa introversione aromatica ed al sorso spiccano quasi esclusivamente acidità e dolcezza. Dopo otto/dieci anni dalla vendemmia inizia lo sballo: i profumi maturano e si sviluppano per intensità e complessità, le sensazioni dolci progressivamente si affievoliscono (forse per polimerizzazione degli zuccheri) integrandosi compiutamente ad acidità e sapidità, quindi entrano in gioco quelle famose note terziarie, pressoché uniche nel loro genere, che spaziano dall’incenso al balsamico, fino alle mitologiche nuance idrocarburiche che rendono l’intenditore colmo di gioia.
 
Ma il vero esperto rimane la Presidente Romano, la “nostra” esperta AIS, che sa di conoscere tutte queste cose, e se ne compiace mentre scruta le mappe dei vigneti della Mosella, dei quali conosce perfettamente nomi e pronuncia. Ed ora si divertirà realmente a bacchettare gli ignari improvvisatori. 
 
Quel che invece oggi la nostra inossidabile Presidente non riesce proprio a spiegarsi è perché, ora che può discettare per ore sul meraviglioso mondo del Riesling tedesco, che può lanciarsi in dotte speculazioni sui riflessi dei diversi tipi di terreno e del clima nel carattere dei vini, che è in grado di argomentare, con dovizia di particolari, sulla terziarizzazione di uno Spätlese cinquantenne e degli effetti di acidi tiolici, norisoprenoidi, beta-damascione, vitisperane e trimetril-diidronaftalene, perché, proprio adesso, nessuno più la inviti a cena.
 
Certi che la prossima sarà ancora meglio di questa… rimaniamo in trepidante attesa!

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